Genius check (approfondimento)

Su quali principi si basa la linea genius check’?
Il principio di funzionamento della strumentazione è basato sulla considerazione che tutto ciò che esiste riceve ed emette oscillazione elettromagnetica.

Cosa sono le microenergie pericorporee (M.E.P.)
Nel caso degli esseri viventi si ritiene che intorno al soggetto vi sia un campo E.M.costituito da linee di forza necessarie al buon funzionamento del  sistema stesso (campo bioplasmatico) e campi E.M.ultradeboli dovuti all’intensa attivita’ elettrica ( campo biofotonico)

Tale complesso sistema è stato definito come “sistema delle microenergie pericorporee”

 

Cosa è la metodica T.S.F
L’originale metodo di decodificazione delle interferenze bioenergetiche tra sistema delle MEP e l’ambiente è stato definito”metodica TSF”.
Questa metodica utilizza uno speciale sensore (genius) appositamenrte costruito e studiato per catturare debolissimi campi elettromagnetici nel range delle basse- bassissime frequenze.
La metodica studia i fenomeni nel “dominio del tempo”, la materia viene colta nel suo inevitabile mutare.

Con quali modalità si procede alla rilevazione?
Per studiare il comportamento delle  Microenergie  è necessario effettuare un numero di acquisizioni non inferiore a 3 ,  tenendo però conto che , dalle esperienze acquisite , il primo  test eseguito fornisce una validità superiore agli altri due , stimabile tra il 70 e l’80 % .

Le due seguenti servono per confermare o correggere  i dati ottenuti dalla prima . Per l’aspetto emotivo normalmente si sfrutta la prima acquisizione perché si coglie meglio l’aspetto inconscio , si evita così l’adattamento e la distrazione.

Cosa cercare in una rilevazione?
Dopo aver effettuato una rilevazione MEP nella sezione Check, l’operatore dovrà identificare quali stati energetici sono regolari (Reversible States) e quali irregolari (lrregular States)e puntare l’attenzione su questi ultimi.

 

Come si comportano le Bioenergie?
La prima evidenza è disarmante: le bio-energie si comportano secondo modelli non lineari.

Cosa significa?
Nella nostra mente quando pensiamo ad un determinato problema tendiamo spesso ad esemplificare cercandone la “ragione” che lo determina, cioè la causa. Definiamo quindi una relazione di causa- effetto quando ad un determinato evento “A” ne segue necessariamente un altro “B”. A e B sono  quindi indissolubilmente legati per cui se noto la presenza di “B” sono sicuro che dipende da “A”. Questa relazione (A_ _B) è di tipo lineare. Esempi di relazione causa –effetto possono essere identificati in tutti gli ambiti delle nostre attività e della nostra conoscenza ma in relazione allo star bene e allo stato di salute è quanto mai esplicativo l’esempio che non ci può essere una “epatite di tipo C” senza il virus dell’epatite C, una allergia all’ontano senza l’ontano e così via.

In medicina quindi vige la regola della ricerca della “causa” ed il modo di operare è generalmente lineare: dai sintomi alla causa, dalla causa alla sua eliminazione. Eliminare la causa di un disturbo significa nella medicina moderna “guarire”. Questo modo di pensare è molto radicato. Operatori di salute, medici, pazienti non fanno altro che ripetersi: qual è la causa? Anche nel mondo non convenzionale ed in naturopatia questa convinzione è comune. A seconda del metodo che l’operatore usa ( sia esso ad esempio il sistema dei Chakra o quello cinese dei meridiani o la teoria di Hamer o la patogenesi hahnemmaniana) il punto focale rimane sempre lo stesso: qual è la causa?* quando effettuiamo una rilevazione bio-energetica dobbiamo aspettarci comportamenti molto “schizoidi” delle frequenze che analizziamo e per questa ragione l’analisi ci fornirà una “tendenza” o un “dato indiziario” che avrà senso all’interno di un contesto ma che da solo potrebbe non avere un significato così rilevante. Di fatto occorre diffidare della relazione causa- effetto in un test bio-energetico perché più cause o condizioni diverse possono produrre la stessa alterazione bioenergetica. I movimenti “schizoidi” cioè apparentemente casuali del comportamento delle M.E.P. sono chiamati Irregular Reversibile States o eventi I.R.S per distinguerli da altri eventi ( gli Irregular States) che sono indicatoridi quella “tendenza” ad un comportamento non corretto delle bioenergie stesse.

Nella metodica T.S.F. la caccia è dunque nei confronti degli irregular states (o eventi I.S. ) e di un particolare evento I.S. che è detto “evento L.A.S.” ( Low Activity State). Quest’ultimo è infatti associato molto spesso a situazioni particolarmente critiche o a rischio.

Sono soltanto questi i momenti che contano e tutta la fatica di una lettura di un tracciato di telesegmentometria è rivolta ad identificarli e ad usarli come utili indizi per operare. Tutta la pratica si esaurisce in questo semplice ma significativo compito: identificare gli eventi irregolari significativi.

Semplice…? “N..i!”
La scoperta che nella miriade di eventi che si notano durante le rilevazioni delle M.E.P. esistono eventi irregolari significativi è stata in realtà una vera boccata di ossigeno. Infatti navigare all’interno di un sistema non lineare è praticamente proibitivo. Pensate alle previsioni del tempo. Benché oggi siano molto precise ed affidabili, pensate quale sforzo è stato fatto prima di raggiungere questo risultato e ciò nonostante una previsione è valida per pochi giorni. Nessuno vi dirà come si comporterà il tempo tra sei mesi perché le variabili di cui occorre tenere conto per poter fare una simile previsione, sono praticamente impossibili da conoscere. E’ dunque possibile prevedere il futuro stato di salute conoscendo oggi una specifica alterazione energetica? E ancora: una specifica alterazione energetica correla direttamente con una specifica lesione, con uno specifico danno di un tessuto, di un organo, di

un enzima, di una proteina? Le nostre osservazioni direbbero che allo stato attuale delle conoscenze occorre molta prudenza nel fornire qualunque tipo di risposta a queste domande.

A tutt’oggi non ci sembra vi siano dati che confermino tali possibilità, anche se esse non vanno completamente escluse. L’aver scelto un particolare spettro di analisi, come riferito nella prima parte dell’articolo, ha i suoi vantaggi. Infatti la nostra esperienza conferma che gli Irregular States che si manifestano in certe frequenze hanno una buona (ma non esclusiva) correlazione con particolari situazioni psico-fisiche; il che equivale a dire che determinate situazioni si esprimono prevalentemente con certe alterazioni frequenziali o con alcuni particolari comportamenti di determinati gruppi di frequenze. Questo ha reso accessibile e “semplice” la lettura delle M.E.P. che così può essere trasmessa come conoscenza ad operatori che intendono imparare ad usare il metodo come parte integrante del proprio lavoro.

Semplice, ho detto, ma non semplicistica! L’operatore infatti non deve mai dimenticare l’inganno che si può nascondere nei sistemi il cui comportamento non è legato da un chiaro rapporto di causa-effetto.

La Bio-energia potenziale (B.E.P): un’importante osservazione.
A questo punto è necessario introdurre una nuova osservazione: lo stress bioenergetico inteso come eccessi energetici che interessano diverse frequenze è, sotto forma di eventi I.R.S. o I.S.sempre presente: in attività come nel riposo, nella veglia come nel sonno e persino durante l’anestesia generale. Per questa ragione ci siamo fatti l’idea che le bioenergie non soltanto sono perennemente in moto ma che sono caratterizzate dalla produzione di picchi spontanei che progressivamente interessano frequenze diverse in una circolazione che nel segmento frequenziale da noi esaminato impiega per completarsi circa 80-120 secondi. Il suo andamento non è perfettamente regolare ma neanche completamente caotico. In sostanza la circolazione energetica realmente esiste se con questo intendiamo che l’attività elettromagnetica aumenta e diminuisce in frequenze diverse secondo un ordine che è un po’ a metà tra il caotico e il regolare ( eventi I.R.S. a cascata). Il tutto come abbiamo detto avviene in modo molto veloce ma non così rapido da non poter essere catturato dal nostro strumento.

Con il sensore Genius Check questo fatto è stupendamente e facilmente visibile all’operatore: basta fare una serie sequenziale di rilevazioni e poi scorrerle velocemente.

Che cosa abbiamo imparato da questa osservazione?
L’ attività elettromagnetica nell’organismo si sussegue ininterrottamente così come i suoi picchi irregolari: questo è pacifico e necessario in quanto noi siamo esseri produttori di energia sempre e comunque, anche in condizioni basali. La nostra idea di trovare nel sonno un momento di “calma” delle bioenergie si è rivelata erronea. C’è un incessante fermento dentro di noi che va oltre l’atteso; il ribollire del nostro essere, del nostro vissuto, del nostro presente alimenta continuamente la nostra stessa esistenza e la condiziona drasticamente.

Tre fattori sembrano influenzare la produzione energetica in modo preponderante:

1. il metabolismo cellulare e basale che è comunque diverso per ogni costituzione

2. lo stress psico-emotivo

3. lo stress degli assi neuro-endocrini.

Tutti questi momenti di fatto si traducono in una variazione della produzione di energia cellulare e in spostamenti e movimenti ionici con produzione di attività elettromagnetica.

Una situazione particolarmente efficace per lo studio del comportamento delle M.E.P. è quella di esaminare soggetti che hanno subito stress molto importanti. Situazioni stressogene molto pesanti infatti attivano sia la sfera psico-emotiva che le risposte fisiche con una grande quantità di produzione di eventi E.M. Abbiamo studiato con attenzione alcuni casi occasionali in cui la rilevazione è stata fatta il giorno seguente un incidente stradale: lo sconvolgimento energetico di alcune frequenze è sconcertante e netto; esso rimane inalterato sia di giorno che di notte e non sono sufficienti i sedativi a modificare il quadro che si ripristina lentamente nell’arco di alcuni giorni lasciando spesso indizi disseminati su qualche frequenza specifica (generalmente nell’ambito delle Very Low frequencies). L’ incidente stradale o situazioni simili ( pensiamo al terremoto) sono ideali per lo studio delle M.E.P. per una serie di ragioni: in tutte le situazioni di estremo pericolo vengono attivati in modo massiccio tutti gli assi neuro-endocrini della sopravvivenza senza contare l’impatto devastante sulla psiche, la produzione energetica è elevata e la produzione di M.E.P. massiccia. Stress di altra natura come ad esempio la perdita di un figlio o il lutto a causa della perdita di persone care, la separazione e la sindrome da allontanamento, non sempre hanno un impatto così devastante. Il quadro è molto più limitato e solo poche frequenze sono coinvolte.

Ma cosa succede nella vita di tutti i giorni, nell’uomo dal “tranquillo quotidiano”?
Grazie ai grandi eventi ( incidenti – shock- stress importanti) abbiamo imparato a riconoscere gli Irregular States importanti, questi comportamenti irregolari dell’energia che rivelano l’eccesso di attività elettromagnetica in questa o quella frequenza, in questa o quella sede, ma grazie alle migliaia di rilevazioni fatte e ai tests che quotidianamente facciamo abbiamo scoperto che essi si trovano anche in persone “normali”, soggetti cioè che non mostrano apparenti motivi per averli. Perché dunque gli Irregular States sono presenti in un individuo apparentemente tranquillo, non sottoposto a stress particolari, e cioè nella quotidianità? La risposta che ci siamo dati dopo aver analizzato molte situazioni diverse è che le bio-energie sono per loro natura caratterizzate da un movimento spontaneo di aumento e riduzione di attività, questo movimento sembra intrinseco al comportamento metabolico cellulare o tissutale e determina come abbiamo visto la circolazione dell’energia sotto forma di “onda anomala” che interessa progressivamente frequenze e bande energetiche ( cioè raggruppamenti di frequenze) diversi. L’ aumento dell’attività E.M. non può che essere dovuto all’aumento di attività fisiologiche metaboliche cellulari con dispendio energetico e produzione di onde E.M. Verosimilmente questo è “ normale” entro certi limiti e rappresenta la parte caotica del sistema, quella parte sempre viva e vigile che con la sua casualità permette l’adattamento e la risposta evolutiva. Soltanto se essa diventa troppo presente, se i limiti vengono superati, allora diventa “ un indicatore che qualcosa non va” e può rappresentare un “rischio potenziale ”. Abbiamo calcolato che la componente spontanea dell’energia irregolare normalmente prodotta non supera mai il 35% della totale prodotta. In situazioni particolarmente stressogene come l’indicente stradale essa può arrivare al 70 – 80% e per questo il sistema è particolarmente in crisi.

Se la produzione di energia irregolare, se cioè i picchi energetici superano il 35% del totale diciamo che l’organismo produce troppa bioenergia potenziale (B.E.P). Questo è un vero e proprio indicatore di stress bio-energetico.

Abbiamo notato più volte che se un soggetto produce molta B.E.P. anche se sembra la persona più pacifica e tranquilla di questo mondo ed il suo stato di salute clinicamente è ottimale, egli è in una fase di pre-stress che se non verrà corretta sarà responsabile, nell’arco di non molto tempo, di una serie di disturbi la cui sequenza sembra abbastanza definita.

Dapprima avvertirà un disturbo del sonno che si altera in qualità,  poi comparirà stanchezza psico-fisica transitoria a cui farà poco caso, quindi noterà un calo del rendimento mentale con una deflessione della memoria o la comparsa di errori verbali o di scrittura o nei calcoli o nelle procedure abituali, il tutto sarà seguito o accompagnato da variazioni anche modeste dell’appetito e delle capacità digestive, la sua suscettibilità agli agenti fisici aumenterà progressivamente così come l’irritabilità specie nella relazione con le persone care. Egli ancora non si rende conto che è passato da uno stato di buona salute armonica ad uno squilibrio indicativo di scompensi energetici  profondi e soltanto dopo aver attraversato fasi di recupero e fasi di ricomparsa  di questa sindrome avvertirà la sua condizione come stressogena. A questo punto potrà avvertire una serie di disturbi funzionali che lo investiranno sia sul piano fisico che su quello mentale. Egli ha lentamente modificato il suo stato favorendo le condizioni che lo hanno sovraccaricato di B.E.P.. Quest’ultima quindi potrebbe essere quella condizione elettrofisiologia che precede lo stress (così come comunemente lo intendiamo) e le sue conseguenze, prima fra tutte l’ipersensibilità. La sede ricca di B.E.P. è infatti estremamente sensibile a stimoli altrimenti inefficaci: alimenti normalmente digeriti o tollerati, situazioni  familiari, personali, sociali o lavorative improvvisamente diventano insostenibili rappresentando fonte di stress quotidiano che mina profondamente la qualità della vita e spesso spinge il soggetto alla fuga, al desiderio di liberarsene, unica via compensatoria ad un quadro che egli non  riesce più a dominare.

E tutto ciò in presenza o in assenza di malattia. Dunque individuare e correggere la B.E.P. èfondamentale per mantenere il nostro sistema in  omeostasi nella salute come nella malattia.

Questo è noto allo stesso nostro organismo che da solo ed in modo spontaneo sceglie delle strade per correggere l’eccesso di B.E.P. prodotto e  salvarsi dallo stress. Ma queste strade non sempre sono utili e positive.
Alcol,  fumo, litigiosità, pazze corse in auto, sono alcuni esempi negativi di tentativi di compenso ma anche la lettura, il viaggiare, lo sport, i passatempi, non sono che la faccia opposta della stessa medaglia.

La Telesegmentometria ci insegna un nuovo modo di leggere la realtà e questo non può che essere di aiuto alle menti intelligenti.